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Varietà:
Capsicum cardenasii

 
Specie:
Capsicum cardenasii Heiser & Smith

 
Sinonimi:
CGN 20497, PI 260425, PI 590507, PI 501529, PI 573336

 
Origine:
Bolivia

Tipologia:
Wild

Piccantezza:

Frutto:
Rosso

Cromosomi:
24

 

Specie selvatica

Semi disponibili presso l'Associazione Pepperfriends



Compilatore: Oban 2017

Capsicum cardenasii C.B. Heiser & P. G. Smith

Capsicum Cardenasii

Il Capsicum cardenasii è una specie di peperoncino selvatica originaria della Bolivia, diffusa in zone ristette degli altopiani di Perù e Bolivia del Nord, nel dipartimento di La Paz, che è collocato ad un'altitudine media di circa 3.600 metri sul livello del mare.
Nel paese di origine è molto diffuso nei mercati locali ed è chiamato col nome comune Ulupica, questo è un termine generico per indicare indistintamente anche i frutti di C.eximium, le bacche sono molto simili e addirittura, non molto tempo fa non c'era una chiara distinzione tra queste due specie, tanto per ribadire la stretta vicinanza e compatibilità tra le due specie dell' Eximium Complex.

Molto affascinante è come avvenne la scoperta del C.cardenasii e sebbene un rinvenimento di una pianta simile fosse già stata descritta in una raccolta di Otto Buchtien del 1911, la scoperta risale all'anno 1958, anno di pubblicazione di questa notizia nella rivista botanica Brittonia, giunse in maniera del tutto anomala, quasi per caso.
I primi C.cardenasii infatti, non furono avvistati dai botanici in natura, come avviene per la maggior parte delle accessioni, ma coltivati da semi estratti da frutti acquistati nei mercati boliviani dalle persone del posto, quando questa pratica di far circolare liberamente materiale wild, era ancora consentita e praticata.
Per questioni logistiche infatti, gli studiosi del genere Capsicum, che non potevano sempre recarsi in Sud America, nei luoghi d'origine di queste specie e si facevano spedire i frutti o i semi di questi Capsicum selvatici per poi ricoltivarli, studiarli e classificarli.
Fu così che nel 1955, il boliviano Martín Cárdenas, al quale fu dedicato il nome botanico delle specie, inviò dei frutti acquistati nei mercati locali e quindi non raccolti direttamente in natura.
Inizialmente gli studiosi statunitensi credevano si trattasse di una variante del ben noto C.eximium, per poi ricredersi ed accorgersi successivamente che si trattava di una specie a loro sconosciuta, descritta da Heiser e Smith proprio con i termini campanulate corollas and entire calyx margins: una nuova specie fu scoperta!

Di fatto, anche se su alcuni articoli di recente pubblicazione sono indicati siti per C.cardenasii, non si trovano immagini dettagliate relative a piante allo stato brado e sebbene studiosi del calibro di Eshbaugh, lo abbiano sicuramente ammirato di persona, manca ancora un rinvenimento "in the wild" di piante di questa specie, endemica in alcune zone andine della Bolivia.
Il rinvenimento di un Capsicum selvatico dal fiore a corolla campanulata, fu una scoperta incredibile e del tutto eccezionale, in un epoca nella quale non erano noti altri Capsicum con corolla campanulata: il C.friburgense e il C.caballeroi sono stati rinvenuti molto tempo dopo e quella che sembrava un'eccezione, la scoperta di una specie di Capsicum piccante con corolla campanulata, cambiò uno dei criteri di classificazione dei Capsicum finora adottati.

Un'altra tematica, molto dibattuta per anni, è la presunta autosterilità di questa specie.
Sembra ormai acclarata l'autoincompatibilità di questa specie, unica nel genere Capsicum.
Se l'autoimpollinazione è risultata finora impossibile, in ogni condizione, i suoi fiori possono essere impollinati in maniera incrociata e fecondati per generare i loro frutti, ma necessitano del polline di altre piante compatibili.
Se è per questo, l'allegagione per impollinazione incrociata è assai facile e la conformazione del pistillo, più lungo rispetto alle antere, potrebbe spiegare anche meglio questo aspetto: uno stigma clavato appena più sporgente di antere e petali, è certamente più ricettivo e capace di trattenere il polline proveniente da altri fiori o piante, un atto necessario per garantire la prosecuzione della specie.

Le piante compatibili sono appunto quelle che costituiscono l' Eximium Complex, da poco riclassificato nel "Purple Corolla clade", costituito da Capsicum cardenasii, Capsicum eximium e Capsicum eshbaughii, al quale bisogna aggiungere la pubescens clade e tutti i loro ibridi, ivi compreso il Rocopica o gli Ulupicas Grande, ovvero gli ibridi interspecifici fra queste 3 principali specie: C.cardenasii, C.eximium e C.pubescens appunto.
Questa aspetto, non da poco, spiega anche il fatto che reperire semi prodotti in purezza di questa specie, quindi non autoimpollinati ma generati per impollinazione incrociata tra due o più individui della stessa specie, sia molto difficile.
Chiaramente le altre specie di queste due cladi compatibili, non sono autosterili, ragione per cui gli ibridi interspecifici che si generano tra C.cardenasii e queste altre specie sono spesso in grado di autoimpollinarsi, ma il fiore meno campanulato e dalle caratteristiche intermedie fra le due specie, lo rende riconoscibile dal C.cardenasii vero e proprio.

I semi sono piccoli, di colore giallo paglierino, la germinazione non è difficoltosa ma può essere lunga, dai 15 ai 30 giorni, anche più.

La pianta ha un accrescimento molto strano fin da subito, con una spiccata tendenza a crescere in altezza, seguita dall'emissione di due o tre polloni e solo secondariamente biforca ed emette il primo incantevole fiore.
Le foglie sono piccole, di forma deltoide, quasi tondeggiante, molto spesse e la notevole pubescenza dona un aspetto opaco al fogliame, il picciolo delle foglie è molto corto e robusto.

Una caratteristica invece che non è possibile apprezzare tramite infinite immagini è l'intenso ed insolito profumo che rilasciano le foglie, se strofinate.
Un profumo intenso, che si discosta da altre profumazioni che emanano altre Solenacee come il pomodoro.
Il profumo è più marcato di quello rilasciato dai C.pubescens, con note aromatiche più dolci e delicate ed altre più pungenti al naso, che richiamano all'ananas e alla frutta tropicale.

La piccantezza dei piccoli frutti è media, alta se rapportata alle esigue dimensioni delle bacche, il sapore è veicolato dalla leggera succosità dei frutti, da wild vero i frutti sono "soft": decidui e succosi.
L'allegagione è facile, a patto che ci siano piante compatibili nelle vicinanze, ed avviene anche in pieno sole.
La maturazione delle piccole bacche è veloce ed avviene in maniera uniforme nel giro di pochi giorni.

La pianta è estremamente esile ma l'aspetto è rustico, conferito dalla marcata tendenza a lignificare precocemente il fusto e i rami.
Se è vero che il C.cardenasii è una  pianta per pochi appassionati, è pur vero che ogni singola caratteristica riscontrabile, è unica nel proprio genere e fuga ogni minima remora riguardo la coltivazione di questa affascinante specie.

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