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Varietà:
Capsicum flexuosum

 
Specie:
Capsicum flexuosum Sendtn.

 
Sinonimi:
PI631154, GRIF15020

 
Origine:

Tipologia:
Wild

Piccantezza:

Frutto:
Rosso

Cromosomi:
24

 

Specie selvatica

Semi disponibili presso l'Associazione Pepperfriends



Compilatore: Oban 2017
 
Capsicum flexuosum Sendtn.
 
Capsicum Flexuosum PI631154/GRIF15020
Il Capsicum flexuosum è una specie di peperoncino selvatica originaria del Centro America e diffusa nel Sud del Brasile, Nord Argentina e Nord Paraguay.
Il numero di accessione del Plant Genetic Resources Conservation Unit, Griffin, è PI631154/GRIF15020 e l'accessione è stata collezionata 17 Maggio 2001, ad Alto Paranà, in Paraguay.
Questa accessione non va confusa con l'ancor più affascinante popolazione di Capsicum aff. flexuosum Sendtnrinvenuta non lontano da S.Paolo, nel municipio di Monteiro Lobato, in Brasile, a circa 950 m di quota: sebbene siano molto affini al livello genetico, anzi del tutto sovrapponibili, questi ultimi sono caratterizzati da fiori ancor più particolari per la presenza di alcuni spot purpurei sui petali dei fiori che conferiscono una colorazione rossastra della corolla.
La specie ha un patrimonio genetico a 24 cromosomi e questo Wild è celebre in tutto il mondo, per essere l'unica specie di peperoncino dotata di un'elevata resistenza al gelo.
Certamente non è solo questo ultimo aspetto a rendere questa specie Wild così affascinante da coltivare per gli appassionati, alcune particolarità della pianta, infatti, sono uniche nel proprio genere.

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I semi sono neri, piccoli, molto coriacei ed estremamente difficili da far germinare, con tempi mediamente più lunghi di tutte le specie coltivate.
La difficoltà nel farli germinare è costituito dal fatto che è difficile mantenere una buona umidità, in grado di ammorbidire il tegumento esterno del seme e favorire la comparsa della radichetta.
Per tale motivo è molto indicato l'utilizzo della lana di roccia (Rockwool) come substrato di germinazione, si ottengono ottimi risultati rispetto al metodo scottex.
Inoltre non sono consigliate temperature medie molto alte per favorire la germinazione dei semi, è meglio discostarsi dal classico range di temperatura 25-30°C, in favore di temperature medie più basse, 18-25 °C.
In ultimo possono essere molto indicati gli sbalzi termici, utili a simulare l'alternanza delle fasi giorno e notte.
I tempi per la comparsa della radichetta sono comunque lunghi, dai 15 ai 30 giorni in media, il rate di germinazione è basso, ma in linea con molte altre specie selvatiche.
I semi estratti da frutti acerbi, ben formati, hanno mostrato una buona vitalità.

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Superata l'iniziale difficoltà nel far germinare questa specie Wild, la plantula è estremamente facile da coltivare, anche se lo sviluppo è altrettanto lento.
La plantula è davvero affascinante fin dalle prime fasi di sviluppo e caratterizzata da una pubescenza poco densa ma molto evidente, sia sui cotiledoni che sulle prime coppie di foglie vere.
L'aspetto è rustico e selvatico fin da subito, con foglie spesse, coriacee e cerose, di colore verde scuro.
Il fusto invece è esile, vagamente pubescente e talvolta pigmentato, lo sviluppo delle branche è abbastanza irregolare e talvolta asimmetrico.
La piana emette radici molto lentamente e questo contenuto sviluppo radicale, si riflette in una stentata crescita della pianta, almeno nella fase vegetativa.

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La pianta adulta è alta circa 80-100 e larga 40-60 cm , slanciata, caratterizzata da un fogliame fitto e rigoglioso.
I rami ed il fusto lignificano solo secondariamente ed i numerosi getti laterali, conferiscono alla pianta un aspetto cespuglioso, sebbene il portamento sia francamente eretto.
C'è un'ulteriore particolarità, abilmente documentata da un paio di persone finora (Pr0digalson e Lonewolf): la capacità di generare nuovi polloni a partenza dalla radice, come fosse un rizoma, queste infatti rimangono vitali ed in grado di garantire la sopravvivenza della pianta, anche quando il fusto è tranciato di netto o quando si secca, essendo esposto alle intemperie invernali del nostro Paese.

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I fiori sono un altro elemento distintivo della specie, incredibilmente copiosi e belli.
Il fiore è singolo per nodo, talvolta sono presenti anche 2 fiori per nodo, con peduncolo molto lungo ed esile, di colore verde scuro, talvolta pendulo e più frequentemente intermedio.
Il calice è altrettanto caratteristico per il fatto che non presenta denti, c'è solo un abbozzo di sepali, la costrizione anulare è assente.
La corolla è stellata, i petali di colore bianco con macchie giallognole o verdastre all'interno dei petali, costituiscono una trama regolare e questi spot sono rappresentati in maniera minore o sono visibili anche dall'esterno dei petali.
Le antere sono di colore marrone chiaro, pistillo ed ovario di colore verde, lo stigma è verde ed è clavato.
Una peculiarità che caratterizza ulteriormente i numerosi fiori presenti sulle piante, è quello di poter osservare fiori con il peduncolo unico, fuso assieme e due corolle distinte, una sorta di fiori siamesi ma con calici distinti che generano frutti condividendo solamente il picciolo.
In ultimo, non è raro osservare un fenomeno a carico dei petali, si presenta generalmente a fine stagione, quando le temperature medie scendono e sono più rigide, si manifesta con una tenue colorazione violacea o lilla dei petali.
Sono sfumature di colore quasi impercettibili e si possono osservare già sui petali esterni in formazione, ovvero quando il bocciolo è ancora chiuso.

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Il frutto è tondeggiante, schiacciato ai poli e di dimensioni contenute, da 0,5 a 1 cm, intermedio o talvolta pendulo.
Il colore dei frutti acerbi è verde oliva con delle zone trasparenti ancor più visibili a maturazione avvenuta, il frutto vira di colore passando per l'arancione e matura in rosso scarlatto.
I frutti sono soft e si staccano dal picciolo con facilità, una volta maturi; sono dolci ed anche molto piccanti.
La buccia del frutto è molto sottile ma dura, la polpa invece è gelatinosa con un alto contenuto acquoso ed avvolge i piccoli e coriacei semi, un po' fastidiosi al palato o sotto i denti.
I frutti essiccati invece perdono queste piacevoli caratteristiche e diventano ancor più duri dei semi, da secchi non sono altrettanto gustosi ed invitanti nell'aspetto.

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L'allegagione dei frutti è buona, non particolarmente problematica nella pianta adulta.
Talvolta, nelle prime fasi o se si coltiva una singola pianta, i frutti possono risultare più piccoli o partenocarpici, questo può essere un vantaggio per gustare meglio i piccoli frutti.
Tutta questa differenza di dimensione tra un frutto e un altro sono comuni in questa specie selvatica, i motivi sono spiegati in un articolo di Carolina Carrizo García: Fruit characteristics, seed production and pollen tube growth in the wild chilli pepper Capsicum flexuosum.
Coltivando almeno un paio di piante di questa specie, l'allegagione dei frutti è più facile e quest'ultimi possono contenere mediamente più semi, merito questo, di una maggior possibilità di impollinazione incrociata tra le diverse piante.
Tuttavia non è nota, finora, alcuna compatibilità con le 5 specie coltivate e con i Wild Capsicum che è possibile coltivare ad oggi.

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Il Capsicum flexuosum è una specie incredibilmente affascinante, per le numerose peculiarità della pianta, in tutti i suoi aspetti, non solo per la celebre resistenza al gelo.
Sebbene la resistenza al gelo sia acclarata, a temperature di molto inferiori allo zero, si parla di -20° C registrati in un inverno finlandese, la pianta non è così longeva se lasciato a svernare in climi rigidi senza alcuna precauzione.
Portare al riparo la pianta e ove non è possibile, riparandola con del Tessuto Non Tessuto, garantisce una maggiore resistenza alle gelate e sopratutto una migliore capacità di ripartire in primavera con un nuovo ciclo vegetativo.
Il C.flexuosum, per il coltivatore appassionato così come per il neofita, rappresenta innanzitutto una sfida, nel coltivarlo, a partire dalle prime fasi, per far germinare i piccoli semi, fino ad ottenere piante belle, imponenti e maestose, in grado di sopravvivere alle gelide temperature invernali del nostro Paese.

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